Gli Incontri del Giornale di Astronomia - Marco Faccini
Giovedì 29 ottobre ore 17:00
in diretta streaming sul canale YouTube della Società Astronomica Italiana,
al link: https://www.youtube.com/watch?v=HmYX5VG9_JA
proseguono “Gli Incontri del Giornale di Astronomia” con
Marco Faccini
Il Sole non basta! La doppia vita del Filtro Magneto-Ottico MOF.
Dalla fisica solare alle stelle laser.
Due righe gialle attraversano centocinquant’anni di astrofisica italiana: le righe D del sodio. Nel 1868 Angelo Secchi le usa per collaudare il suo spettroscopio e, con Lorenzo Respighi, fa di Roma la culla dell’astrofisica solare. Trent’anni dopo Righi a Bologna e Macaluso e Corbino a Palermo scoprono due effetti grazie ai quali il vapore di sodio in un campo magnetico cambia la polarizzazione della luce, ma solo sul doppietto: è il principio del Filtro Magneto-Ottico (MOF).
Alla fine degli anni Sessanta, raccogliendo un’idea dello svedese Öhman, ricercatori e tecnici dell’Osservatorio di Roma ne fanno uno strumento per studiare il Sole, che Cacciani porterà fino all’Antartide. Ancora oggi è usato a Roma, in strumenti all’Università di Tor Vergata e a Monte Mario, nel SAMM.
Oggi ha una seconda vita. Lo stesso sodio, a novanta chilometri d’altezza, acceso da un laser, diventa una stella artificiale per l’ottica adattiva dei telescopi; di giorno, però, la luminosità del cielo la sommerge.
Nel dicembre 2025, a Tenerife, il progetto CaNaPy di ESO ed ESA ha chiuso per la prima volta il loop adattivo su una stella laser diurna, con la collaborazione INAF e con un MOF italiano.
Il seminario arriverà ai filtri di domani: più piccoli e leggeri, per banchi ottici complessi, sonde e satelliti.
Introduce e modera: Ilaria Ermolli
INAF - Osservatorio Astronomico di Roma
Marco Faccini è Tecnico senior con oltre vent'anni di esperienza presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), presso l'Osservatorio Astronomico di Roma. É specializzato nella progettazione, integrazione e verifica di strumentazione astronomica avanzata, in particolare per sistemi Laser Guide Star (LGS) per l'ottica adattiva. Ha maturato una solida esperienza nella gestione di progetti finanziati dalla Commissione Europea. Affianca all'attività scientifica l'impegno per il patrimonio culturale astronomico: è responsabile tecnico e registrar del Museo Astronomico Copernicano, dove cura lo sviluppo tecnologico, la trasformazione digitale e il coinvolgimento del pubblico.
Il Giornale di Astronomia è nato nel 1975 come rivista di informazione, cultura e didattica per soddisfare a uno dei fini della Società Astronomica Italiana: «promuovere la diffusione scientifica nel nostro paese». L’idea era quella di fornire un'informazione seria, sicura e aggiornata sugli studi astronomici, sia a studenti e docenti di scuole secondarie, sia a persone interessate all’astronomia e desiderose di approfondire la loro cultura scientifica, attraverso articoli divulgativi di rassegna e di messa a punto ad opera di astronomi professionisti.
Il Giornale di Astronomia dedica ampio spazio ad articoli di analisi storica e si occupa anche di quel vasto campo interdisciplinare che è proprio dell’astronomia, evidenziandone e discutendone la presenza in gran parte degli aspetti culturali. In altre parole, si tratta del legame tra la scienza del cielo e le altre discipline, non solo scientifiche, quali arte, letteratura, filosofia, religione, società.
A causa del positivo riscontro presso il pubblico di questa linea editoriale, il Consiglio Direttivo della Società Astronomica Italiana ha pensato di allargare l’esperienza del Giornale presentando in rete, a cadenza regolare, alcuni dei temi che hanno avuto maggiore interesse attraverso la pagina scritta, con delle brevi chiacchierate tenute dagli autori che potranno interloquire col pubblico.
L’ultimo giovedì di ogni mese alle 17:00 un astronomo, uno storico della scienza, un insegnante o altri ospiti presenteranno uno dei temi proposti dal Giornale, in un incontro aperto al dialogo e alle domande del pubblico.

